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Cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per interventi di efficienza energetica.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare N.11/E del 18 maggio 2018 ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla cessione del credito d’imposta relativo alla detrazione spettante per gli interventi di efficienza energetica “ecobonus”, anche alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. I chiarimenti riguardano essenzialmente i soggetti interessati alla cessione del credito ed i soggetti a favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito.Leggi di più

REVOCA GIUDIZIALE E DISCUSSIONE IN ASSEMBLEA

Prima della revoca giudiziale è obbligatoria la richiesta di convocazione di assemblea?

in allegato due pronunce (una di Tribunale ed una di Corte d’Appello) secondo le quali, prima di procedere con la revoca giudiziale, è necessario che il condomino interessato chieda all’amministratore la convocazione di una assemblea per discutere la revoca. Secondo i Giudici, la mancata richiesta è motivo di inammissibilità del ricorso per la revoca giudiziale.

IN ASSENZA DI CONTATORI DIVISIONALI L’ACQUA SI DIVIDE IN MILLESIMI

TRIBUNALE DI ROMA 30 GENNAIO 2017, N. 1619

Il Tribunale di Roma con la sentenza n. 1619 del 30 gennaio 2017, ha dichiarato nulla la delibera assembleare che aveva ripartito le spese dell’acqua tra i condomini in parti uguali. Il Tribunale richiama l’indirizzo giurisprudenziale prevalente in materia, secondo il quale nel condominio le spese relative al consumo di acqua devono essere ripartite in base all’effettivo consumo, se questo è rilevabile oggettivamente con strumentazioni tecniche (Cass. civ., 1.8.2014, n. 17557) come, ad esempio, i “contatori di sottrazione”, installati in ogni abitazione. In assenza di tali dispositivi, il riparto dell’acqua va effettuato secondo i millesimi di proprietà.

Assenza contatori divisionali Acqua

COSTRUIRE IN ADERENZA. IL PIANO REGOLATORE LO VIETA E IL CONDOMINO DEVE ARRETRARSI

CASSAZIONE 26 APRILE 2017, N. 10304  Estratto

I condomini convenivano in giudizio il proprietario dell’appartamento il cui terrazzo, realizzato a ridosso della parte condominiale, violava le distanze legali, chiedendone l’arretramento e il risarcimento del danno. La Cassazione afferma che qualora il piano particolareggiato esecutivo urbano prescriva determinate distanze dal confine, non è consentita la costruzione in aderenza, salvo che siano proprio le norme regolamentari a prevedere diversamente. La disciplina del piano particolareggiato è integrativa del codice civile e, in tema di distanze nelle costruzioni, l’art 873 c.c. cede alla norma regolamentare. Nella specie il piano regolatore e il piano particolareggiato del Comune di Nettuno all’art. 9 delle norme tecniche di attuazione prevede per ogni nuova edificazione i distacchi dai confini non dovranno essere inferiori a m. 4, che lo strumento urbanistico comunale vieta la possibilità di costruire in aderenza, e che le prescrizioni contenute nei piani regolatori e nei regolamenti edilizi non sono derogabili dalle parti.

Estratto a cura del Centro Studi Nazionale ANACI

INCOMBE SUL CONDOMINO CHE IMPUGNI L’ONERE DI SOVVERTIRE LA PRESUNZIONE DI VERITÀ DI QUANTO RISULTA DAL VERBALE

CASSAZIONE 09 MAGGIO 2017, N. 11375  Estratto

L’art. 1137, comma 2, c.c. ammette, l’impugnazione della delibera assembleare soltanto da parte dell’assente, del dissenziente e dell’astenuto; pertanto, il condomino presente che abbia partecipato all’assemblea non può impugnare la deliberazione, se non è dissenziente (o non si sia astenuto) proprio in ordine alla deliberazione che impugna. Il dissenso dell’impugnante rispetto alla deliberazione deve essere provato ed incombe sullo stesso l’onere della relativa prova.  Il verbale di un’assemblea condominiale ha natura di scrittura privata, sicché il valore di prova legale del verbale di assemblea condominiale, munito di sottoscrizione del presidente e del segretario, è limitato alla provenienza delle dichiarazioni dai sottoscrittori e non si estende al contenuto della scrittura, e, per impugnare la veridicità di quanto risulta dal verbale, non occorre che sia proposta querela di falso, potendosi, invece, far ricorso ad ogni mezzo di prova. Incombe, tuttavia, sul condomino che impugni la delibera assembleare l’onere di sovvertire la presunzione di verità di quanto risulta dal relativo verbale.

Estratto a cura del Centro Studi Nazionale ANACI